16 luglio 2022

Into the wild: Rosalia, dove sei?

Difficoltà: Medio (E)
Durata: 7 h
Lunghezza: 11.5 km
Dislivello: +/- 670 m

Mappa

Dati tecnici

  • Lunghezza: 11.5 km
  • Dislivello: +/- 670 m
  • Durata: 7 h
  • Difficoltà: Medio (E)
  • Costo adulto: 15 €

Orario & Punto Ritrovo

  • Ritrovo ore:  9.00

Gl insetti sono animali spesso poco considerati dalla gente comune, vuoi perchè considerati “schifosi” vuoi perchè a volte fastidiosi.

Questi importantissimi organismi viventi (gli animali più diffusi sul pianeta, con oltre 1 milione di specie al mondo!) sono estremamente interessanti e, alcuni di questi, anche oggettivamente molto belli. E’ il caso della Rosalia (Rosalia alpina), un coleottero cerambicide le cui larve si nutrono di legno morto di faggio. Durante questa impegnativa escursione (non tanto per la lunghezza quanto per il dislivello che le nostre gambe dovranno sopportare) ci avventureremo nelle faggete pure del Parco Nazionale Foreste Casentinesi con la speranza di poter vedere alcuni di questi esemplari sostare sui tronchi degli alberi, nei pressi dei rami secchi o spostarsi sui treppiedi di legno appositamente costruiti per fornire loro un sito riproduttivo.

Punto di incontro è il parcheggio dei Fangacci, da cui partiremo lungo un sentiero non segnato che ci vedrà sfilare sotto la caserma militare di Poggio Sodo dei Conti: da lì proseguiremo, alla volta del Monte Falco, già immersi nei faggi che ci ombreggiano il cammino. Si prosegue alla volta del Monte Falterona, da cui poter spaziare con lo sguardo su Romagna e Toscana.

Ora si scende verso Capo d’Arno e dopo aver letto, come rito vuole, la targa dove è indicata la sorgente del fiume che bagna Firenze, valuteremo la tenuta delle gambe e decideremo se fare sosta pranzo o se proseguire.

In ogni caso, andando oltre si arriva al Lago degli Idoli, attraversando una bella faggeta in cui sono evidente i segni di intervento per favorire la riproduzione della Rosalia: alcuni alberi sono stati “cercinati”, ossia scortecciati per circa 1m dalla base, al fine di farli seccare e poter offrire alla Rosalia alpina un luogo ove deporre le sue uova. A qualcuno potrà apparire un controsenso far seccare alberi in un’area protetta… ma in questo caso, non lo è.

Ora si sale nuovamente (come se fino ad adesso…) per riguadagnare la base del Falterona e la cima del Falco: da qui il sentiero è già stato percorso. Un ultimo sforzo (tutto in discesa) per percorrere la Pista del Lupo e giungere a Piancancelli, da cui, per comodo sentiero, giungeremo di nuovo alle auto.

L’escursione è realizzata in collaborazione con gli amici di T-ERRE Turismo_Responsabile

ITINERARIOparcheggio Fangacci – Monte Falco – Monte Falterona – Lago degli idoli – Monte Falco – parcheggio Fangacci 

PASTO: Al sacco

EQUIPAGGIAMENTO CONSIGLIATO: pantaloni lunghi, maglietta e/o camicia a maniche lunghe, felpa, giacca impermeabile, scarpe da trekking o comunque con suola scolpita, bastoncini da trekking, occhiali da sole, crema protettiva, cappellino/bandana, borraccia (min 1,5L)

GUIDA: Riccardo Raggi, Guida Ambientale Escursionistica (abilitato L.R ER 4/2000, professionista L.4/2013, iscritto al registro Italiano delle Guide Ambientali Escursionistiche al n° ER206, dotato di Assicurazione RC, si rilascia regolare ricevuta fiscale).

N.B. Per motivi di sicurezza o in caso di maltempo il percorso, stabilito e comunicato al momento della conferma della prenotazione, potrà subire variazioni senza preavviso e ad insindacabile giudizio della Guida.

Iscriviti all’escursione